ALTA VALSESSERA

L'Alta Valsessera, situata longitudinalmente da ovest a est, con percorso tortuoso ed impervio, ha un'estensione complessiva di circa 9000 ha ed è ampia, da ovest ad est, circa 13 km, e da nord a sud in media 7 km con un'altimetria massima di 2556 metri alla cima del Monte Bò, al limite nord-occidentale della Comunità Montana Valle di Mosso, e una minima di 537 metri presso il Santuario di Cavallero nella Comunità Montana Valle Sessera.
È delimitata, naturalmente, dai seguenti confini: a nord le articolate creste dei monti che si susseguono dalla Cima di Bò a Punta del Campanile, Punta Scalaccia, Testone delle Tre Alpi, Cima d'Ometto, Monte Camparient, Cima della Mora, Cima Lavazzola, Monte Barone; a sud dalla dorsale che funge da spartiacque con la contigua Valle del torrente Strona, e in corrispondenza della quale è ubicata la strada "Panoramica Zegna"; ad est le creste da Punta di Camosce al Monte Gemevola, al Monte Tovo sino al Santuario del Cavallero e alla Bocchetta di Stavello; ad Ovest dal Bocchetto Sessera al Bò attraverso la Cima di Bonom, Cima delle Guardie e la Punta del Cravile.
Il territorio è di proprietà del demanio regionale per poco più di 6000 ha, e, a causa della considerevole asperità del territorio che ha inibito l'attività di tipo agrario e quindi l'urbanizzazione e l'infrastrutturazione, non presenta insediamenti urbani stabili; dall'altra parte, proprio per questo motivo, presenta un grado di naturalità estremamente elevato, tanto da essere stata riconosciuta come area S.I.C. (Sito d’Interesse Comunitario), e quindi oggetto di salvaguardia.
L'area è attualmente vocata ad attività di tipo sportivo, a transumanza con alpeggio estivo, mentre nel passato erano presenti attività estrattive, e proprio il recupero dei siti archeo-minerari, abbinato alla ricerca storica, sta portando alla luce pezzi di storia e cultura locale dimenticati ma da recuperare e valorizzare. Contemporaneamente la realizzazione di alcuni punti ricettivi a basso impatto ambientale (come il Campeggio Verde di Piana del Ponte, la baita del CAI di Mosso all’Alpe dell'Artignaga, o i punti d’appoggio all’Alpe Peccia e Fornei lungo l’itinerario Dolciniano), unita al recupero e valorizzazione delle rete sentieristica esistente, e all’elettrificazione, tramite impianti fotovoltaici, di alcuni alpeggi che renderà meno disagevole la permanenza estiva dei pastori, lasciando intravedere possibili sviluppi turistici di carattere ambientale.
Tale area è servita da due strade sterrate: Bocchetto Sessera - Bocchetto della Boscarola, di 19 km chiusa al traffico per gran parte del suo sviluppo essendo di servizio all’area demaniale, e Castagnea – Diga delle Mischie, percorribile con molta attenzione viste le dimensioni della sede stradale e il fondo particolarmente sconnesso.
Il suo accesso naturale, vale dire risalendo il corso del torrente Sessera è praticamente impossibile a causa dei versanti particolarmente scoscesi, da sempre, quindi, l’accesso avviene attraverso le “bocchette” che si trovano quasi esclusivamente lungo la “Panoramica Zegna” a quote comprese tra i 1200 e 1500 metri (fa eccezione il Bocchetto della Boscarola che si raggiunge da Scopello in Valsesia).
Proprio la sua natura selvaggia, e in parte abbandonata, ha portato ad un progressivo degrado della rete sentieristica a cui la Comunità Montana Valle di Mosso ha iniziato a porre rimedio attraverso progetti mirati di recupero.
Quella che segue è quindi una parziale rassegna delle possibili escursioni (nove), a cominciare dal settore occidentale, quello che offre una maggiore disponibilità si servizi legati alla presenza della stazione turistica di Bielmonte; i tempi sono quelli di cammino effettivo per escursionisti mediamente allenati, al netto delle soste.