PERLE BIELLESI

Gli imprenditori-filantropi
Due famiglie, i Piacenza e gli Zegna, intervennero sul paesaggio, per costruire luoghi in cui etica e bellezza trovassero un punto di incontro. Luoghi che hanno profondamente influenzato il gusto estetico di generazioni di biellesi.
Giovanni Piacenza e soprattutto il figlio Felice, imprenditori tessili di Pollone, a cavallo tra l'800 e il '900 trasformarono il colle della Burcina, attiguo alla fabbrica di famiglia, in un meraviglioso giardino storico all'inglese. Il Parco della Burcina venne arricchito con specie rare provenienti da tutto il mondo, che si integrarono con le specie autoctone creando un giardino degno dei migliori architetti del paesaggio. Oggi il parco è una Riserva Naturale, di proprietà del Comune di Biella, in cui possiamo ammirare tra l'altro alcune Sequoie, un Cipresso Calvo, con le singolari radici aeree, e l'Albero dei Fazzoletti,di origine cinese. Ma è soprattutto la straordinaria Conca dei Rododendri ad offrire nel mese di maggio uno spettacolo indimenticabile per migliaia di visitatori.
Ermenegildo Zegna, famoso imprenditore di Trivero, nella prima metà del '900 decise di avvicinare gli operai del suo lanificio e la popolazione biellese alla montagna. La fabbrica divenne un modello estetico, e venne circondata da boschi di conifere che la mettessero in relazione con l'ambiente circostante. Zegna costruì la strada che tuttora porta il suo nome, la Panoramica Zegna , 26 km fra Trivero a Rosazza, in valle Cervo, creando uno dei più bei percorsi automobilistici dell'arco alpino, attorno al quale piantò circa 500.000 abeti rossi e migliaia di rododendri ornamentali.
I nipoti hanno proseguito il suo progetto, creando nel 1993 l' Oasi Zegna, un'immensa area protetta di 100 kmq tra la Valle Mosso, la Val Sessera e la Valle Cervo. All'interno dell'Oasi sono stati ripristinati centinaia di chilometri di sentieri, attrezzati con un innovativo sistema di segnaletica direzionale e didattica.

Le Riserve Naturali
Oltre al Parco della Burcina e all'Oasi Zegna sul territorio biellese sono presenti altre importanti riserve naturali, che s'incontrano lungo il tracciato della Grande Traversata del Biellese (GtB).
La Riserva Naturale Speciale della Bessa è un grandioso esempio di parco archeologico, in cui la natura contende lo spazio ai resti di una delle più grandi miniere d'oro a cielo aperto dell'antichità, sfruttata dai romani tra il II e il I secolo a.C. Un ingegnoso sistema di estrazione, che richiedeva la separazione tra i ciottoli di fiume e la sabbia ricca di pagliuzze d'oro, fece sì che negli anni i minatori creassero cumuli di sassi, detti "ciapei", intervallati da valloni, detti "bunde", in cui veniva canalizzata l'acqua. Oggi la vegetazione ha riconquistato le bunde, ma i ciapei, simili a dune brulle, hanno creato un singolare paesaggio lunare.
Un altro ambiente naturale protetto è quello delle Baragge, altipiani in cui vaste praterie e brughiere si alternano a vallette boscose, in un paesaggio che sembra estendersi a perdita d'occhio. Sono terrazzi fluvioglaciali risalenti all'epoca quaternaria, giunti intatti ai giorni nostri grazie alla composizione del terreno, acido e impermeabile, e quindi inadatto allo sfruttamento agricolo.

Gli antichi borghi
E' sorprendente passare dall'atmosfera di wilderness che si respira nel territorio delle Baragge, ai borghi che sorgono nelle immediate vicinanze. Una volta completata la visita alla Riserva Naturale possiamo ad esempio visitare il vicino centro abitato di Candelo, il cui Ricetto è uno dei gioielli storici del Biellese. Si tratta di un borgo fortificato costruito a partire dal XIII secolo, con una duplice funzione: di magazzino e di difesa. In tempo di pace le costruzioni all'interno del perimetro delle mura venivano utilizzate come cantina comunitaria e come deposito per le derrate alimentari. In caso di conflitto la popolazione, che normalmente viveva fuori dalle mura, si barricava all'interno del Ricetto, dove in caso di assedio poteva contare sulle provviste, oltre che sulla protezione delle fortificazioni. Il fatto che il Ricetto non sia mai stato abitato ha protetto i duecento edifici che lo compongono dalle ingiurie delle ristrutturazioni, e li ha conservati pressoché intatti fino ad oggi.
Candelo è solo uno degli esempi di antichi borghi che incontriamo lungo il nostro cammino: citiamo ad esempio Magnano, con la splendida chiesa romanica di S. Secondo, Masserano, già feudo pontificio e quindi sede del principato Ferrero Fieschi, Rosazza, affascinante borgo montano con gli originali edifici in stile eclettico.
Numerosi sono anche i castelli: durante il nostro viaggio a piedi incontriamo i Castelli di Roppolo, Cerrione, Zumaglia, Valdengo, Castellengo, Castelletto Cervo.

Le vie della fede
La tradizione di spiritualità ed accoglienza è testimoniata dalla capillare diffusione di santuari, chiese, cappelle, oratori, edicole votive, sparsi in tutto il territorio, ma particolarmente presenti e visibili nella fascia montana, dove è stato costruito il più grande luogo di culto mariano delle Alpi: il Santuario di Oropa. A meno di una giornata di cammino da Oropa si trovano altri due importanti esempi della devozione biellese: il Santuario di Graglia e San Giovanni d'Andorno. I tre Santuari sono dotati di foresteria, e possono essere quindi utilizzati come posti tappa di un'ideale via della fede.
Lungo il percorso della GtB incontriamo numerosi altri luoghi di culto: citiamo tra gli altri il Santuario di Nostra Signora della Brughiera, il Santuario del Mazzucco, la chiesa romanica di San Secondo a Magnano, attigua al Monastero di Bose.

L'ecomuseo del Biellese
Un'altra attrattiva importante del nostro percorso sono le cellule dell' Ecomuseo del Biellese, un'iniziativa avviata nel 1996 dalla Provincia di Biella nell'ambito di un percorso di riappropriazione dell'identità storica e culturale, rivolto soprattutto alle popolazioni locali.
In prossimità della Grande Traversata del Biellese (GtB) incontriamo le cellule della Trappa di Sordevolo (tradizione costruttiva), Netro (lavorazione del ferro), Vermogno (l'oro e la Bessa), Mongrando (lavorazione del ferro), Ronco Biellese (terracotta), Candelo (vitivinicultura),Trivero (oasi Zegna), Rosazza (casa museo alta valle Cervo).